Piazza Maggiore
Il centroLa piazza principale, con San Petronio, il Palazzo d'Accursio e il Palazzo del Podestà. Da qui parte tutto.
Sempre aperta, è una piazza. Bella anche di sera
Apri la mappaQuesti sono i posti dove mando i miei ospiti. Non è l'elenco di tutto quello che c'è a Bologna: è quello che direi a un amico che viene per la prima volta e ha due o tre giorni. Dall'appartamento il centro è mezz'ora a piedi, oppure c'è l'autobus 21, che ferma a cinquanta metri.
Dove c'è scritto «Prenota» serve prenotare online, e per tempo: sono posti piccoli e si riempiono. Gli orari qui sotto possono cambiare nei giorni di festa.
La piazza principale, con San Petronio, il Palazzo d'Accursio e il Palazzo del Podestà. Da qui parte tutto.
Sempre aperta, è una piazza. Bella anche di sera
Apri la mappaLa basilica sulla piazza, enorme e con la facciata rimasta a metà da seicento anni. Dentro c'è la meridiana del Cassini, una striscia d'ottone lunga sessantasei metri sul pavimento: a mezzogiorno il sole la colpisce.
Ingresso libero. Per fotografare dentro serve un piccolo contributo
Apri la mappaAndate dietro al Nettuno, verso la Sala Borsa: ai piedi della scalinata c'è una pietra più scura delle altre. Salitele sopra e guardate la statua — il pollice della mano tesa diventa un'altra cosa. Vendetta del Giambologna, si dice.
Sulla mappa è «Pietra della Vergogna»Il palazzo sulla piazza che prende il nome dal re Enzo, figlio di Federico II: lo tennero prigioniero qui dentro per ventitré anni, fino alla morte. Dentro si entra solo quando ci sono mostre o eventi; il cortile e il portico si attraversano sempre.
Apri la mappaLa torre di Palazzo d'Accursio, detta anche Torre Accursi. Visto che sulle Due Torri non si sale, questa è la vista dall'alto su Piazza Maggiore: si arriva alla terrazza dell'orologio e si guarda la città dall'angolo giusto.
Prenotazione obbligatoria. Biglietto 10 €, ridotto 7 €. Primo ingresso alle 10; l'ultimo alle 18:20, d'estate alle 20:20
Orari e prenotazioneAsinelli e Garisenda, quelle del nostro nome. Si guardano dal basso, in Piazza di Porta Ravegnana: sulla Torre degli Asinelli al momento non si può salire.
Chiusa alla salita dal 2023, per i lavori sulla Garisenda
Apri la mappaSulla collina, si arriva sotto il portico più lungo del mondo: quasi quattro chilometri e 666 archi.
Da marzo a ottobre 6:30–19. Da novembre a febbraio 6:30–12:30 e 14:30–17. Ci si arriva a piedi sotto il portico, col trenino San Luca Express da Piazza Malpighi o col bus 58
Apri la mappaLe stradine dietro Piazza Maggiore, piene di banchi, salumerie e osterie. Il posto dove Bologna fa la spesa da sempre.
I banchi lavorano la mattina, le osterie fino a sera. Chiuso la domenica
Apri la mappaLa strada che va da Piazza Maggiore alla stazione, tutta sotto i portici: negozi, gente, e il riparo dalla pioggia per un chilometro e mezzo. I portici di Bologna sono patrimonio dell'umanità, e questo è quello che si cammina senza accorgersene.
Apri la mappaLa cattedrale di Bologna sta in via Indipendenza, e quasi tutti le passano davanti senza entrare. Sul campanile si sale, per una scala che gira intorno a una torre più vecchia rimasta dentro: è una cosa che non si vede da nessuna parte.
Il campanile apre il sabato dalle 14 alle 16:30, d'estate anche la sera. Gli orari cambiano spesso: prima di andare telefonate allo 051 222112
Apri la mappaUn fazzoletto di vicoli stretti fra via Zamboni e via Oberdan, con i passaggi coperti e le case alte che si toccano quasi. Qui gli ebrei di Bologna furono chiusi dal 1556. Non c'è un biglietto né un orario: si cammina e basta, meglio se senza fretta.
Apri la mappaIl palazzo trecentesco dei Pepoli, in via Castiglione, con la facciata di mattoni e le bifore. Dentro c'era il Museo della Storia di Bologna; da quando la fondazione che lo gestiva è stata sciolta, il programma è cambiato più volte.
Controllate sul sito che cosa è aperto nei giorni in cui ci siete: qui le cose si muovono
Vai al sitoLa casa dove Lucio Dalla ha vissuto e scritto, in via D'Azeglio, lasciata com'era: i quadri, gli strumenti, il disordine suo. Si entra solo con la visita guidata, un'ora, e si capisce che uomo era più che da qualsiasi canzone.
Solo su prenotazione, in giorni fissi, e i posti finiscono. Biglietto intorno ai 18 €. Il ritrovo è in Piazza dei Celestini, non davanti alla casa: arrivate un quarto d'ora prima
Date e prenotazioneLa terrazza da cui si guardano le Due Torri quasi negli occhi.
Solo su prenotazione, a fasce orarie. I posti sono pochi: prendetela per tempo
Prenota il turnoL'aula di anatomia in legno di cedro del Seicento, dentro l'antica sede dell'Università.
Da lunedì a sabato 10–18, domenica chiuso. Biglietto 10 € con audioguida, prenotazione obbligatoria
Prenota il bigliettoLa Basilica delle Sette Chiese. Andateci anche di sera: la piazza davanti è una delle più belle della città.
Da martedì a venerdì 9:30–12:30 e 14:30–19. Sabato e domenica fino alle 19:30. Lunedì chiuso. Ingresso libero
Apri la mappaAvete una mattina e basta — un treno nel pomeriggio, una fiera che finisce presto. Si fa: il cuore della città sta tutto dentro mezzo chilometro, e in tre ore si vede senza correre.
Entrate in San Petronio, che è gratis, e cercate per terra la striscia d'ottone della meridiana. Fuori, il Palazzo d'Accursio e il Podestà.
Due passi e siete alla fontana. Trovate la mattonella nera nel selciato, mettetevici sopra e guardate la statua: capirete da soli. Lì accanto c'è Palazzo Re Enzo.
Le stradine dei banchi, dietro la piazza. Qui si mangia in piedi senza perdere tempo: un panino alla mortadella e si va avanti.
Cinque minuti a piedi per via Rizzoli e ci siete. Si guardano dal basso: sulla Asinelli non si sale.
Da via Santo Stefano si arriva alle sette chiese e alla piazza davanti, che è il posto più bello del giro. Ingresso libero.
Scendete in via Castiglione: al 44 c'è La Sorbetteria. Da lì alla stazione sono dieci minuti di autobus.
Anche il sito del turismo di Bologna propone un suo giro di tre ore in centro, con qualche tappa diversa da questa: eccolo.
Una giornata basta per il centro, se non vi disperdete. È tutto a piedi, e dall'appartamento ci si arriva con l'autobus 21 o con mezz'ora di passeggiata.
Si comincia da qui, non c'è scelta. San Petronio, il Palazzo d'Accursio, il Nettuno. Entrate in San Petronio: è gratis, ed è enorme.
Le stradine dietro la piazza, con i banchi, le salumerie, il pesce. Andateci di mattina, che è quando lavora.
La domenica i banchi sono chiusi.
Siete già in mezzo al cibo: un panino alla mortadella in piedi, oppure sedetevi davanti a un piatto di tortellini. Due modi diversi di fare la stessa cosa giusta.
Le torri si guardano dal basso, non si sale. Poi imboccate via Zamboni: è la strada dell'università, la più viva della città.
Le sette chiese e la piazza davanti, che alla luce bassa è un'altra cosa. Da lì scendete in via Castiglione: al 44 c'è La Sorbetteria.
Da Cesari è una trattoria di famiglia a due passi da Piazza Maggiore, aperta da più di cent'anni. Se invece volete pesce, l'Osteria Bartolini ha il giardino più bello della città.
Da Cesari chiude la domenica e tutto agosto, e conviene prenotare: 051 237710.
Il primo giorno è quello qui sopra. Il secondo è quello che fa la differenza fra aver visto Bologna e averci passato del tempo.
Quasi quattro chilometri e 666 archi, dal centro fino in cima alla collina. L'ultimo tratto è in salita e si sente: calcolate un'ora buona. Chi non se la sente prende il trenino San Luca Express da Piazza Malpighi, o il bus 58.
L'antica sede dell'Università, i muri coperti di stemmi, e l'aula di anatomia in legno di cedro del Seicento. Dieci euro con l'audioguida.
Prenotazione obbligatoria, e la domenica è chiuso.
La terrazza da cui le Due Torri si guardano quasi negli occhi. Si entra solo a fasce orarie e i posti sono pochi: prenotate appena sapete le date.
In via Piella c'è una finestrella nel muro: si apre e sotto scorre un canale, che quasi nessuno si aspetta in mezzo a una città. La Trattoria dal Biassanot è lì a due passi: sfoglia tirata a mano, tortellini in brodo, tagliatelle al ragù.
I primi due giorni sono quelli qui sopra. Il terzo ha due strade, e vanno bene tutte e due.
Bologna è messa bene: in mezz'ora di treno si è a Ferrara o a Modena, in un'ora a Ravenna o a Parma. Le trovate tutte nella scheda «Dintorni», insieme a Mantova, Dozza e ai musei dei motori.
Antico o contemporaneo, scegliete voi: la Pinacoteca è in via Belle Arti, dentro il quartiere universitario; il MAMbo sta dall'altra parte, nell'ex forno del pane.
Un mercato coperto in via Ugo Bassi dove si mangia ai banchi, in mezzo alla gente che fa la spesa. Niente di turistico.
Il parco grande della città, dove la domenica c'è mezza Bologna. Oppure, se vi va una cosa diversa, il cimitero monumentale della Certosa: è un museo a cielo aperto, e si entra gratis.
Bologna è il nodo dei treni di mezza Italia, e questo è il suo vantaggio: in mezza giornata si va e si torna. I tempi qui sotto sono di treno regionale, dalla stazione centrale.
Mezz'ora di treno
Il Castello Estense col fossato pieno d'acqua, in mezzo alla città. Intorno, nove chilometri di mura che si girano in bicicletta: a Ferrara vanno tutti in bici, anche i signori anziani in giacca.
Per mangiare: Hostaria Savonarola, in Piazza Savonarola, aperta pranzo e cena tutti i giorni. Il piatto da ordinare è la salama da sugo col purè, quello di Ferrara. Conviene prenotare: 0532 208681
Apri la mappaVenti minuti di treno
Il Duomo con la Ghirlandina, patrimonio dell'umanità, e il Mercato Albinelli per mangiare. È la città dell'aceto balsamico quello vero, quello che invecchia dodici anni.
Apri la mappaTreno per Modena, poi la navetta
Sono due e si fanno nello stesso giorno: il Museo Enzo Ferrari è a Modena, in città; quello di Maranello si raggiunge con la navetta che parte dal binario 4 della stazione di Modena, due corse al giorno. C'è un biglietto unico per tutti e due, intorno ai 40 €.
Guardate orari della navetta e biglietti sul sito Ferrari prima di partire.
Biglietti e orariUn'ora di treno
I mosaici bizantini, che sono una cosa che si racconta male e si capisce solo entrando. Otto monumenti patrimonio dell'umanità, tutti a piedi uno dall'altro.
Apri la mappaUn'ora e tre quarti, con cambio a Modena
Palazzo Ducale e la Camera degli Sposi dipinta dal Mantegna, più la città sui laghi. Si può fare in giornata, ma partite presto e prenotate il palazzo: nella Camera degli Sposi si entra pochi per volta.
Apri la mappaLinea Porrettana, scendete a Riola: poi un chilometro a piedi
Un castello moresco in mezzo all'Appennino, archi e cupole che sembrano arrivati dall'Andalusia. Se l'è costruito nell'Ottocento il conte Cesare Mattei, che curava la gente con un metodo tutto suo.
Si entra solo con la visita guidata, prenotazione sempre obbligatoria. Aperta il sabato e la domenica. Biglietto 10 €, ridotto 5 €
Prenota la visitaQuaranta minuti di macchina
Un borgo in cima a una collina dove le case sono dipinte: dal 1960 ogni due anni arrivano degli artisti e lasciano un muro. Ci si cammina in un'ora, c'è la rocca in fondo, e intorno è tutto vigneto.
Coi mezzi è scomodo: dall'autostazione il bus 101 fino a Toscanella, poi la linea 147, che va prenotata il giorno prima
Apri la mappaBus 576 dall'autostazione, 55 minuti
Il museo della fabbrica, a Sant'Agata Bolognese: le Miura, le Countach, le macchine da corsa, e la linea di montaggio che si visita a parte. È quello ufficiale della casa.
Biglietto 18 €, ridotto 14 €. Dall'autostazione di Bologna il bus 576 verso Crevalcore, circa 55 minuti, fermata «S. Agata B. Chiesa Frati»
Apri la mappaTreno fino a Funo-Centergross
L'altro, quello della famiglia, a Funo di Argelato: la collezione privata di Ferruccio, con i trattori da cui era partito prima delle automobili. È più piccolo e più personale.
È il più comodo da raggiungere senza macchina: treno della linea Bologna–Ferrara, fermata Funo-Centergross, poi un quarto d'ora a piedi
Vai al sitoUn'ora di treno
Il Duomo con il Battistero rosa di Antelami, e dentro il Palazzo della Pilotta il Teatro Farnese, tutto in legno. Ma a Parma ci si va soprattutto per mangiare: il prosciutto, il Parmigiano e il culatello nascono tutti entro pochi chilometri da qui.
Per mangiare: Trattoria del Tribunale, in Vicolo Politi 5, aperta pranzo e cena tutti i giorni. Conviene prenotare: 0521 285527
Apri la mappaSe avete la macchina chiedetemi pure: ci sono posti qui intorno che in treno non si raggiungono bene, e vi dico volentieri dove andare.